Roggiano - Archeologia

Cenni di archeologia.

Roggiano Gravina è situato su di una collina a circa 250 metri sul livello del mare, quasi al centro della Valle dell’Esaro ed è posto a metà tra la costa tirrenica e quella ionica. Il suo territorio è di circa 44,59 kmq, ed il centro abitato visto dall'alto si presenta come un’enorme “Y”, con una popolazione è di circa 7.800 abitanti.
E’ bagnato dal fiume Esaro che è ingrossato da alcuni affluenti: il Grondo, il Rose, l'Occido, il Fullone, tutti a carattere torrentizio.

In contrada Manche di Mormanno ci sono i resti di una villa romana del periodo imperiale, dotata d’impianti termali, in zona Pauciuri che è sicuramente uno dei reperti storici più belli del territorio.
Dopo due campagne di scavo (1974–75) si giunse a formulare la prima ipotesi: si trattava di una villa d’età romana, databile tra il I ed il II secolo d.c., sovrapposta da una struttura già esistente, ma d’epoca incerta.
Dopo il ritrovamento di vari reperti, le campagne di scavo proseguirono fino al 1981, la cui relazione afferma che si tratta effettivamente di una villa romana del I–II secolo d.C.
Vennero alla luce una serie d’impianti, che si riferiscono ad un complesso impianto termale con sistema di riscaldamento. I mosaici, staccati dagli ambienti della villa sono stati restaurati e si conservano attualmente nel Museo di Sibari.

Nel ’92 iniziò una nuova campagna organica di scavi per un impiego di spesa di oltre un miliardo di vecchie lire da parte del Comune di Roggiano Gravina e, successivamente, durante la prima amministrazione a guida De Maio, il sito cui si arriva percorrendo la strada che Roggiano porta ad Altomonte fu ufficialmente inaugurato alla presenza di autorità civili, militari e religiose.Da queste note si desume l'antichissima origine del paese.

Sulla cinta urbana s'innalza la torre ellissoidale, su cui svetta un vecchio, ma ancor funzionante, orologio civico. In Via Supporto esiste una costruzione bifora di stile romanico del 1200. Nelle due piazze principali vi sono i monumenti di Gian Vincenzo Gravina e quello di Ferdinando Balsano. La piazza principale di un tempo era quella dell'Olmo, in essa venivano eseguite le pene inflitte ai malviventi. Al sedicesimo secolo risalgono il Santuario della Madonna della Strada e la chiesa di Sant'Antonio. Nel vaglio, che era la residenza estiva dei San Severino, vi era una cappella privata.

A Roggiano, dunque, ci si può recare anche per un itinerario storico-archeologico.

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