INFORMAZIONI
Archivio news
Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale
Pubblicato in data 05-10-2009
Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale
Colleghe e colleghi del Consiglio comunale, Vicesindaco, Assessori, consentitemi, in via preliminare, di inviare un saluto cordiale al Sindaco, purtroppo assente, a causa delle sue condizioni di salute a tutti note.
Intendo rivolgere, da subito, un appello al Vicesindaco perché, per tutte le funzioni suppletive proprie del Sindaco ed affidategli dalla Legge, riesca, con saggezza ed avvedutezza, tanto in chiave monocratica quanto in chiave collegiale, ad adempierle con correttezza di stile e di metodo, nell’esclusivo interesse della comunità amministrata.
Vedete, la nostra comunità vive, insieme, nuove certezze e nuove ansie. Vive un passaggio fatto di cambiamenti accelerati che ne muteranno il volto, in un contesto istituzionale da costruire. Una città che, nonostante tutto, oggi sente d’avere alla sua portata evoluzioni positive e miglioramenti attesi.
Il dibattito politico della campagna elettorale, che sembra talvolta perdurare, è lo specchio di questa realtà: e, tuttavia, dobbiamo essere fieri di aver aiutato i cittadini a scegliere, in un confronto serrato e, per fortuna, mai rissoso.
E spero proprio che questo carattere del confronto si mantenga per tutto il mandato.
Si deve dare continuità, come chiede il pronunciamento dei cittadini nelle elezioni, programmando e gestendo lo sviluppo delle politiche in cantiere in tutte le dimensioni, producendo le accelerazioni necessarie e dando risposte nuove nel quadro delle scelte strategiche che sono state promosse, che vanno perseguite con una visione e in una dimensione più larghe di quella comunale.
La lista vittoriosa ha incentrato il proprio programma su parole chiare: crescita, innovazione e conoscenza, efficienza dell’amministrazione, solidarietà e sicurezza, partecipazione.
Senza nuova crescita e senza una funzione del comune più dinamica ed efficace sarebbe impossibile contribuire a creare condizioni di crescita e di sviluppo.
Affinché ciò accada, occorre anche volontà politica, in primo luogo da parte della maggioranza. Unità e coerenza, radicamento e iniziativa di tutte le componenti politiche, unità d’indirizzo politico e di metodi di gestione da parte della giunta, che dovrà lavorare in modo collegiale e per progetti: sono queste le premesse per fare buona politica.
Il Comune deve confermare la centralità conquistata nel sistema di relazioni tra le responsabilità istituzionali di diverso livello e le autonomie funzionali che concorrono a costruire il futuro di una città che ha straordinarie potenzialità da realizzare e tanti problemi da risolvere. Di più. Servirà il massimo impegno per consolidare quella straordinaria rete di collaborazione e di condivisione che si è creata con le altre istituzioni elettive, Regione e Provincia, con il Prefetto, che rappresenta allo stesso tempo il governo e le esigenze della nostra comunità presso il governo, con le autorità spirituali, con le autorità militari e con quelle preposte al governo del sistema-giustizia e alla sicurezza, con i sindacati dei lavoratori e le rappresentanze delle imprese, con il volontariato, con le associazioni, col mondo dello sport, con le comunità dei cittadini immigrati.
Roggiano chiede una stabilità politica operosa, una politica che decide, coerente, concreta e poco litigiosa, e non deve tornare indietro.
La chiarezza e la condivisione degli obiettivi è la condizione essenziale che consente di governare una comunità, da parte di un’amministrazione affidabile, trasparente e imparziale. La chiarezza dei ruoli e delle responsabilità, la distinzione affermata nell’ordinamento delle autonomie locali tra la gestione e l’indirizzo politico e il controllo, ai diversi livelli dell’esercizio del governo comunale, deve consentire alla maggioranza consiliare di garantire, com’è dovere fare, la più leale collaborazione con le rappresentanze dell’opposizione. Di concorrere ad assicurare il ruolo assolutamente fondamentale del Consiglio comunale, d’indirizzo e di controllo politico-amministrativo, d’esercizio della potestà statutaria. Da parte della maggioranza consiliare dovranno esserci attenzione ed apertura, anche tenendo di conto delle istanze positive che sono emerse nel confronto che si è svolto nella campagna elettorale, oltre che dell’esperienza sin qui maturata.
Si possono impostare solidi e positivi rapporti istituzionali, a beneficio della città, senza perciò sacrificare in niente il ruolo di ciascuna componente consiliare. Si può programmare il lavoro del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari in modo sempre più utile e concreto, per tempi e modi, autoriformandoci, sperimentando metodi nuovi, usando nuove tecnologie, concorrendo a dare, anche in questo caso, un segnale positivo ai cittadini. Un segnale di efficacia e sobrietà, e insieme di visibilità e accessibilità, che fa bene a tutti, che rilegittima tutti: lavoriamo insieme a questo obiettivo.
Sul piano più propriamente politico, dei rapporti politici, è chiaro che c’è e ci sarà un’attenzione al dialogo con l’opposizione e non solo; non solo per ragioni politiche generali – perché nessun sistema di rappresentanza può essere pensato come bipartitico –, ma anche per valori condivisi, per molte consonanze di carattere politico-programmatico, per la sollecitazione che viene da esperienze di governo comuni, per la volontà di contribuire ad un’evoluzione positiva dei rapporti politici, a tutti i livelli.
Partendo sempre dalla chiarezza e dalla coerenza delle scelte programmatiche, dalla condivisione di un’azione di rinnovamento della politica e delle sue istituzioni, affrontando con coraggio innovativo e senza schemi ideologici astratti le domande più difficili e impegnative che una società inquieta ci propone; per dare un orizzonte vasto anche alla politica locale, per pensare globalmente mentre si agisce localmente; per far valere l’interesse generale, contro gli egoismi; perché la crescita, che consente redistribuzione, sia sostenibile e giusta; perché si possa governare, si possa decidere, più celermente e con minore dissipazione burocratica, attivando strumenti di partecipazione democratica nuovi; perché non vi sia mai contrapposizione tra il dovere della solidarietà e il perseguimento della sicurezza e di una giustizia pronta e certa, garanzie, queste, poste dalla nostra Costituzione a base della convivenza civile e spesso disattese.
Le nostre comunità saranno il motore futuro di una crescita economica di qualità e il terreno di nuove sfide per una cittadinanza più alta: per questo hanno necessità di un forte autogoverno e di politiche che spingano l’innovazione dell’economia e dei sistemi sociali.
Si dovranno sperimentare nuovi strumenti partecipativi, per un rapporto tra il comune e i cittadini che dev’essere più rispettoso, efficace e trasparente.
Sarà compito del Consiglio comunale assumere un orientamento, che spero sia con tali finalità largamente condiviso.
C’è da rispondere al grande tema dell’immigrazione, che vede anche nella nostra comunità crescere presenze nuove, che ne cambiano gradualmente il volto, e nuove offerte e richieste di lavoro e di servizi. Dunque si deve operare per politiche di accoglienza che siano commisurate alle possibilità e ancorate ad iniziative che favoriscano l’integrazione: per la formazione, per l’apprendimento delle regole e dei valori civici, per la garanzia di tutti i diritti di cittadinanza essenziali, secondo buone pratiche etiche e solidali.
Dare risposte ai problemi di convivenza è anche una delle condizioni primarie per combattere l’insicurezza; perché si possano distinguere i problemi e si possano articolare risposte legittimate da un consenso largamente maggioritario e perché così cresca il senso d’essere una comunità che può guardare con serenità al suo futuro. Serve far questo, mentre servono a poco visioni ideologiche, distanti dalla soluzione concreta di problemi concreti. Per questo sarà fondamentale rafforzare la collaborazione con le rappresentanze delle comunità degli immigrati, per costruire insieme risposte sempre più pronte ai bisogni e alle necessità d’integrazione. Garantire sicurezza è un dovere che chiede il massimo impegno, su versanti diversi, tutti essenziali.
Il Comune ha intrapreso un percorso di risanamento e ristrutturazione del bilancio che ha prodotto importanti risultati, a partire dalla riduzione dell’indebitamento entro livelli compatibili con una auspicabile politica finalizzata alla crescita dei servizi. Si tratta di proseguire con rigore e coerenza.
La strategia dovrà rimanere incentrata nella volontà di non aumentare la pressione fiscale e tariffaria e di iniziare un percorso di riduzione graduale. La politica di bilancio dev’essere accompagnata dalla capacità di introdurre forti elementi di innovazione e di cambiamento nell’organizzazione comunale, in modo da far avanzare il progetto di un comune che gestisce di meno e programma e controlla di più. Un comune «dei cittadini», che si organizza per rispondere a domande sempre più differenziate e dunque con una struttura sempre meno rigida ed autoreferenziale, che valorizza le professionalità che esprime, che investe in tecnologie e sistemi digitali e in comunicazione. Un comune più snello e agile, capace di realizzare, programmare e controllare una rete di servizi di alta qualità e al minor costo.
Le sfide che l’umanità deve sostenere per gli straordinari e fecondi progressi non riguardano solo dilemmi etici e valori. Attorno ad esse si sta verificando una vera e propria rivoluzione, epistemologica e quindi culturale, ma anche economica e sociale e dunque politica. Solo una politica che sia forte, autonoma e consapevole può dunque cercare di preservare un ambito comune e proteggerlo di volta in volta dall’appropriazione degli interessi forti e dalla chiusura al dialogo. Significa dare educazione civica, difendere la vita come valore, a partire dalla prevenzione, dall’educazione, dal sostegno alle famiglie.
Questi sono gli obiettivi fondamentali che propongo al Consiglio comunale. Su questi obiettivi chiedo confronto ed offro disponibilità alla condivisione là dove si possano costruire convergenze. E chiedo partecipazione, anche partecipazione critica, com’è naturale, e collaborazione alla città. Siamo stati eletti per fare il bene della città. Mettiamocela tutta. Io per primo lavorerò con il massimo impegno, com’è mio dovere fare, e ascoltando tutti, con umiltà, per essere pari alle attese che sento. Perché, infine, la politica non sia una opportunità per coloro i quali la interpretano ma, al contrario, siano essi, con il loro maturo e serio impegno, ad offrire, secondo equilibrate e condivise logiche, al di sopra delle parti, momenti di opportunità per tutti.
Roggiano Gravina, 30/09/2009